Ecco l'intervento "stuzzicante" di politica sessuale che ci piacerebbe fare ad un convegno come quello della Rete Italiana Villaggi Ecologici (Alpe Pianello, Varese, dal 22 al 26 luglio). Chissà se il nostro portavoce, oltre riuscire ad arrivarci, sarà anche in grado di trovare tempi e modi giusti per portare il contributo del nostro collettivo*...
SESSUALITA' COME DISCORSO SOCIALE
In questo gruppo di tot persone, dovessi dirvi in confidenza, secondo una logica individualista (che qui intendo in senso positivo: semplicemente come dialettica marte-venere, il gioco della seduzione e dell'erotismo) potrebbero eccitarmi 1-2 maschi (ovviamente non vi dico chi...)
Se invece considerassi la compatibilità con dei corpi in salute, con dei "corpi macrobiotici", penso che potrei lasciarmi coinvolgere da un 30-40% di voi (e non necessariamente maschi).
Un corpo sano magari non mi eccita ma non è sgradevole e poi ci si può godere anche solo di solletico e carezze, gioco e massaggi.
E questa è l'espressione dell'altra dialettica sessuale che lo Schema astrologico ci propone come strumento concettuale: la logica "sociale" della dialettica X-Plutone tra creatività (plutone-testicoli) ed equilibrio (X-utero)
Riporto qui la descrizione della doppia dialettica dei pianeti sessuali fatta in un post della Civiltà del Fottere del 22/10/'23
Non simmetria tra i sessi
Le Società degli uomini e delle donne non possono essere simmetriche e speculari, così come non vi è simmetria tra l'omo e l'eterosessualità, vediamo perché.
Tra i maschi la virilità rende equivalenti: alla soglia dell'adolescenza un ragazzo dovrebbe poter dare del tu all'anziano dove, crescendo, avverrà solo che la potenza si tramuterà in saggezza.
Tra le donne invece la menopausa segna una divisione tra l'esperienza di giovanile e fertile ciclicità e ondivaghezza, ed una anziana di maggiore stabilità e linearità di coscienza: l'autorità di una matriarca.
Pure differenti sono i destini della meiosi riproduttiva, cioè della divisione cellulare che come ultima tappa trasforma una cellula staminale gametica in spermatozoi o ovuli. Da una cellula maschile in due passaggi si producono quattro spermatozoi fratelli, paritetici e solidali. Da una cellula femminile invece uno solo dei quattro potenziali ovuli conquisterà tutto il citoplasma, mentre butterà fuori dal nido gli altri tre.
Al maschile un plutonico cameratismo fra gli spermatozoi coltiverà e promuoverà l'azione del fallo marziano teso all'azione, ne deriva una creatività promiscua e collettiva.
Al femminile l'elemento X (nell'ipotesi di completamento della sequenza planetaria dell'astrologa Morpurgo) corrisponde all'utero e al controllo dell'omeostasi corporea, potremmo dire all'autorità di imporre l'equilibrio. Venere invece descrive le ovaie e la selezione dell'ovulo che di volta in volta sarà scelto per maturare. Ne risulta un'idea di necessaria gerarchia come controllo della fertilità, ed un'idea di legittimo egoismo come attenzione a drenare tutte le risorse verso il proprio utero gravido e verso la prole.
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Altrettanto non sembra esservi simmetria tra l'omo e l'eterosessualità: per gli uomini arrivare ad amare le donne non vuole necessariamente dire arrivare ad odiare gli uomini, a schifarsi della maschilità del proprio corpo!
Anzi, se io fossi una donna sinceramente mi preoccuperei degli uomini che arrivano a tanto... ma tant'è che molte donne, quando sciolte dall'autorità femminile, proprio all'estetica del maschio delinquente ed aggressivo rischiosamente mirano!
Essere omosessuali forse è solo il soffermarsi sul proprio genere perché troviamo già così interessante coltivare una sana virilità e la creatività del collettivo maschile... da lasciare volentieri ad altri l'ulteriore piacere dell'ambìto bersaglio!
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* Io tanti anni fa ero partito, all'interno della chiesa valdese, con un gagliardissimo Kollettivo di Politica Sessuale, che formalmente non abbiamo mai sciolto , se non sbaglio.
Lo rivendico, si chiamava "Capernaum" che era, sempre se non sbaglio, il posto dove Gesù avrebbe fatto uno dei suoi tanti miracoli... Eravamo proprio ancora dei ragazzini e ci piaceva scandalizzare e provocare i vecchi valdesi conservatori. Loro leggevano il passo biblico spiegando che il valore morale della parabola era tutto nella figura di un Gesù ebreo così santo da curare addirittura un soldato occupante. A noi piaceva ricordagli come quel soldato fosse anche il giovane amante del centurione romano... E che forse era quella la pietra di scandalo che il testo voleva usare per sottolineare l'eccezionalità "queer" del nostro Messia...
(e visto che ci siamo ancora un altro post, dal blog La Civiltà del Fottere, venerdì 27 settembre 2024)
Triadi
La Politica e la Cultura non costruiscono la salute del corpo, quella dipende dallo stile di vita.
D'altronde anche il salutismo non è raggiunto appieno senza responsabilità politica e ricerca culturale.
Policy fumo & alcol
Leggendo il materiale di presentazione del convegno ci siamo trovati in sintonia con la formula "evita di fumare in giro accendendo la sigaretta in automatismo, approfittane per fare un fantastico esercizio di presenza e consapevolezza..." ci sarebbe piaciuto scriverla noi!
Qui vorrei semplicemente approfondire la discussione lanciando un motto: parlo dei miei vizi ma cerco di non socializzarli
Meglio ancora sarebbe: posso parlare dei miei vizi proprio perché cerco di non socializzarli. Spieghiamoci, di per sé la canapa è una santa pianta ma il mio eventuale abuso idiota e quotidiano di marjuana ovviamente non è Macrobiotica, è semplicemente un vizio, una compensazione, una debolezza. Posso però usarlo come esempio, nei discorsi, per indagare la natura di una sostanza e di un fenomeno sociale.
Questo vorrebbe dire trasformare l'esperienza di un limite nel tesoro di una maggiore consapevolezza. Per farlo, io consumatore devo però scegliere, devo rinunciare a socializzare questa debolezza perché, inevitabilmente, l'angolo dei fumatori non può che rinormalizzare in senso autoindulgente quell'abuso compulsivo e condiviso. E quindi...
E quindi dobbiamo essere capaci di distinguere il giudizio personale dalla valutazione di un fenomeno... Capaci nel senso macrobiotico e salutista di abbastanza sani da...
E quindi che ognuno/a vada a fumare per conto suo... ma non nel senso proibizionista di nascondersi. Piuttosto nel senso positivo di andare un attimo su di sé, di staccare e rilassarsi, come fosse fare quattro passi in solitaria o buttarsi un attimo sul proprio letto... Prima o poi capiremo che è solo uno strumento che ci aiuta a fare qualcosa che in realtà sappiamo già fare da soli.
